Breve storia dell'Istituto

L'Istituto Sacro Cuore è una scuola Cattolica gestita da una Congregazione religiosa, la Società del Sacro Cuore, nata nel 1800 all'indomani della rivoluzione francese, per un servizio educativo della gioventù. La sua fondatrice Santa Maddalena Sofia Barat nasce a Joigny, piccolo paese della Borgogna, il 12 Dicembre 1779, da una semplice famiglia di agricoltori. E' però avviata e sostenuta fin da ragazzina in intensi studi classici dal fratello Luigi, sacerdote. Il 21 Novembre 1800 si consacra con tre compagne al Cuore di Gesù, dando inizio ad una nuova Congregazione, dedita all'educazione dei bambini e dei giovani. Nell'educazione, infatti, particolarmente della donna "cuore della famiglia", vede il mezzo principale per ricostruire una società sfasciata e scristianizzata. Presto le fondazioni si moltiplicano, in Francia, in Italia e in altri paesi d'Europa. Nel 1818 parte per l'America la prima missionaria d'oltreoceano, la Madre Filippina Duchesne, recentemente canonizzata. Oggi l'Istituto opera in 44 paesi del mondo.

La presenza dell'Istituto in terra genovese ha inizio nel lontano 1844, quando le religiose del Sacro Cuore si stabiliscono a Sampierdarena, nel palazzo Grimaldi in via De Marini. La bufera rivoluzionaria del 1848 costringe le religiose ad abbandonare il campo e si chiude così dolorosamente la prima tappa della vita genovese. Le ex alunne di Sampierdarena non si rassegnano e finalmente, dopo settanta anni di insistenze, una casa del Sacro Cuore si riapre in via Montesano il 26 Febbraio 1917. Nell'Aprile del 1919, l'Istituto acquista dai fratelli Stallo due villini liberty e vi si trasferisce. Il 13 Aprile 1932, il Cardinale Minoretti, Arcivescovo di Genova, consacra la nuova Cappella. Durante la seconda guerra mondiale la scuola si chiude, un gruppo di alunne segue le Religiose nella casa di Avigliana, più sicura, per continuare gli studi. Finita la guerra, tutto torna nella normalità. Nel 1972, con un atto di grande coraggio, si sopprimono il Ginnasio ed il Liceo, per dar maggior spazio alla scuola dell'obbligo, che viene aperta anche ai maschi che giungono numerosi.